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Chi sono? La domanda si presenta alquanto difficile ed insidiosa… in fondo, a mio avviso, l’auto-presentazione non costituisce il miglior modo per rendersi accessibili a chi ci sta di fronte. Ogni volta che ci presentiamo, o che altri parlano di noi in generale la referenza è all’azione, raramente all’esserci puro e semplice.
Posso limitarmi a raccontare una storia, e tutti coloro che nella loro vita hanno avuto la sfortuna o fortuna di incontrarmi possono narrarne altre 100-1000-10.000 e così all’infinito. E ciascuna storia conterrà un frammento della mia esistenza, che , lontana dall’essenza, come uno specchio si riflette ogni volta che viene raccontata. Amo i felini, silenziosi e rispettosi.
Amo la filosofia, ma dopo averne conseguito una laurea, ho compreso che se è vero che “non di solo pane vive l’uomo” è vero anche che “siamo ciò che mangiamo”… quindi se nulla mangiamo, presto al nulla apparterremo. Quindi ho avuto l’opportunità di iscrivermi ad un dottorato di ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale, presso l’Università di Verona, dottorato finanziato dal Fondo Sociale Europeo, avente per oggetto La comunicazione nella valorizzazione dei prodotti e delle filiere agroalimentari. Quale migliore valorizzazione comunicativa per il nostro Paese di quella operata dal settore vitivinicolo? Ma cosa intendiamo per comunicare? E il vino, in virtù di quale referenza appartiene alla filiera agroalimentare? Perchè il vino è spesso associato ai prodotti di lusso? E se lo è, come si coniuga il prodotto di lusso con le nuove strategie di social media marketing? Come coniugare vino e marketing non convenzionale?
In ogni caso consumare un pasto senza la dolcezza, la fragranza e la sensualità di un ottimo bicchiere di vino appare ai miei occhi un’attività primordiale, attività che ci accomuna a tutti gli esseri senza intelletto. Il vino è la perfetta sintesi natura e cultura, un liquido dalle origini ancestrali, identità storica, culturale e sociale, simbolo di appartenenza religiosa o territoriale.
Parigi, La Ville Lumière, città di libertà e uguaglianza, ma anche città di cultura, comunicazione e progresso. La Luce, simbolo di-vino per eccellenza. E’ qui che ora sono, è qui che per un pò vorrei restare, per imparare e comunicare.
Come Baudelaire adoro i gatti e il vino:
Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d’agate.Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s’enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,je vois ma femme en esprit. Son regard,
Comme le tien, aimable bête,
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum,
Nagent autour de son corps brun.Le chat— Charles Baudelaire
Aujourd’hui l’espace est splendide!
Sans mors, sans éperons, sans bride,
Partons à cheval sur le vin
Pour un ciel féerique et divin!Comme deux anges que torture
Une implacable calenture
Dans le bleu cristal du matin
Suivons le mirage lointain!Mollement balancés sur l’aile
Du tourbillon intelligent,
Dans un délire parallèle,Ma soeur, côte à côte nageant,
Nous fuirons sans repos ni trêves
Vers le paradis de mes rêves!Le vin des amants— Charles Baudelaire
à très bientôt
Le Vin Parfait
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